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Martino dixit

Lo Sporgente  15 luglio 2008 Si possono percorrere un’infinità di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla sulla gente appena sfiorata.Il senso del viaggio sta nel fermarsi e ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.Tra Ascea e Pisciotta, sulla ex Strada Statale 447 che costeggia il mar Tirreno troviamo sospeso sulla marina a duecento metri sul mare lo… Sporgente, ristorante “appeso” sul costone in via lo Sporgente (sic!).Abbiamo pranzato sulla piccola terrazza con vista superlativa a ristoro degli occhi, col rischio di andare in overdose da panorami da 100/100.   In sala Beniamino ottimo anfitrione, in cucina la Signora Imma ottima e basta dalla fantasia culinaria illimitata.“Siamo qui da otto anni. Non è stato facile ma piano piano siamo riusciti a farci voler bene dalla gente. In cucina solo prodotti freschissimi e, a seconda delle stagioni, anche i prodotti dei boschi qui attorno trovano il loro giusto posto tra i piatti che proponiamo”.Ci si innamora subito qui delle persone, come del mare o dei boschi.E della cucina.Cominciamo con antipasto a base di salumi e sottoli cilentani, da mangiare con gli occhi prima che di bocca.Continuiamo con la “terrina di Imma” deliziosi gamberi gratinati in forno, cimetta di rosmarino nascosta e granella di mandorle degna al palato degli dei.Persino l’olfatto, rallegrato dall’aroma soffice della pianta officinale, diventa famelico e reclama l’attenzione dei passati ma mai sopiti tempi in cui esso godeva di una stima ormai dimenticata nei fast food (ma che brutte parole!), perso (ahimè) tra fritti e salse globalizzate. Il primo, ossignúr il primo piatto sono le linguine fresche ai frutti di mare (o il contrario) gioia degli occhi per i colori: l’arancio delle cozze e quello più intenso dei fasolari, il rosa pallido delle vongole, il verde vivo del prezzemolo fresco ed il rosso dei pomodorini, gioia del palato per il sapore ben amalgamato, equilibrato e sapido. Gustate in silenzio nel soffio del vento che porta gli odori del bosco di là della strada.Scarpetta finale con gimkana tra prezzemolo e pomodorini.Ottima la Falanghina del Sannio al bicchiere, un bianco da leccarsi i baffi, cosa assolutamente da farsi! (crescersi i baffi…)Anguria rossa come il più rosso dei libretti rossi di dzedonghiana memoria e “u cafè” forte come l’odio, nero come la notte, dolce come l’amore, sempre ottimo qui in Cilento.Una giornata memorabile, cominciata col nervoso di non riuscire a trovare un… attributo sessuale secondario maschile, nonostante cartine stradali e turistiche ottime ma mal supportate da decenti segnalazioni dei luoghi e direzioni da prendere e finita sulla sabbia dorata di Ascea Marina in pace con gli dei e con gli uomini (e pure le donne).Con la promessa di ritornare.  QUI

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